L’ANIMAZIONE TEATRALE
TRA INNOVAZIONE
E PRODUTTIVITA’ SOCIO-CULTURALE
Nel dicembre 1998 il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl Bologna Nord
ha avviato un progetto denominato “Arte e Salute Mentale”.
Lo scopo era quello di utilizzare l’attività artistica per produrre processi di cambiamento
e individuare percorsi per un riequilibrio della personalità del paziente.
L’obiettivo principale era quello di costituire una Compagnia Stabile,
formata da pazienti psichiatrici, per la produzione di spettacoli teatrali ,
di figura e di burattini, rivolti all’infanzia.
Nasce così il “Corso di formazione alle arti burattinaie” attraverso
una seria e prolungata formazione professionale, per abilitare e preparare al lavoro del teatro di figura.
Dal 1999 la Compagnia SENZA SIPARIO ha debutta con i seguenti spettacoli:
Roba da Gatti
Pierino e il lupoA Brema a Brema”.
Campacavallo”
Dal Settembre 2003 la Compagnia, che impegna una decina di attori,
si propone di specializzare l’offerta del proprio lavoro cimentandosi anche nel teatro d’attore.
La Compagnia viene divisa per due distinte proposte teatrali
sempre rivolte ad un pubblico di bambini e bambine.
Da una parte continua la specializzazione sul Teatro dei burattini
con la messa in scena di un copione classico, tratto dal repertorio
di Angelo Cuccoli “L’ACQUA MIRACOLOSA”, che rappresenta un banco di prova
significativo per le competenze acquisite: movimenti rapidi, animazione dei burattini
veloce e ritmata, uso del dialetto e abilità linguistiche appropriate.
Sono impegnati in questa produzione 4 (quattro) pazienti che, oltre alle prove sul testo,
costruiscono i burattini, progettano e realizzano la baracca, dipingono le scenografie
cimentandosi in una completezza artistica che è caratteristica fondamentale dei burattinai.
Sono proprio queste abilità e queste competenze acquisite “a bottega” che portano la Compagnia a sperimentare una iniziativa significativa; quella della programmazione di Laboratori nelle scuole.
Ha inizio nell’anno scolastico 2004/2005 la sperimentazione, presso la Scuola Elementare di San Giovanni in Persiceto, di un progetto di laboratorio di costruzione di burattini e pupazzi.
La sperimentazione non riguarda, ovviamente, l’oggetto del laboratorio ma i suoi conduttori e i suoi partecipanti.
Il teatro d’animazione e quindi quello dei burattini, rappresenta di per sé un canale affascinante e privilegiato per il rapporto con l’infanzia.
Nel suo significato etimologico Animare significa infondere “anima”,
dare vita: usando la realtà, la cultura come suo prodotto e il territorio in modo creativo.
In questi spazi e in questi contesti l’individuo adulto e bambino si muovono con il pensiero e con l’agire in uno scambio continuo di interventi creativi che necessitano appunto di movimento del corpo e delle idee.
Se a condurre nell’esercizio di creare ed infondere anima all’oggetto sono “maestri” folli, l’impatto e la valenza assumono valori aggiunti di significato.
C’è un legame sottile e impenetrabile che lega la fantasia del “folle” a quella dei bambini:
è il legame di chi non si pone domande nell’accettare l’altro, di chi non avverte la diversità se essa è portatrice di esperienza positiva e colta.
Ecco dunque il duplice valore:
la costruzione di un oggetto che appartiene all’immaginario collettivo,
realizzato attraverso il superamento di tabù, di schemi rigidi e preconcetti che vedono il matto non solo incapace di abilità e competenze, ma come colui che deve essere allontanato, non avvicinato.
Anche per questo ci piace pensare che il progetto messo in campo possa suggerire
una tappa di un percorso possibile per la realizzazione di una scuola, e quindi di una società, capace di accogliere e non solo di tollerare, capace di promuovere gli incontri tra le persone.
Ecco perchè parliamo di produttività socio-culturale.
Parallelamente a tutto questo lavoro , si è organizzata la seconda Compagnia
che ha affinato le proprie competenze attorno ad una proposta di Teatro d’Attore.
Nascono i seguenti spettacoli:
ASCOLTA TI RACCONTO
NAVIGA , NAVIGA VIA
STORIA DI UN PIFFERAIO
DON CHISCIOTTE UN PO’ PER UNO
Questo gruppo di attori ha suggerito e quasi imposto, durante gli anni di lavoro,
una “pedagogia dell’agire teatrale” valida e avvincente basata sulle improvvisazioni,
“sui deliri immaginiferi”, sulle “visioni sceniche”, sull’immaginare il personaggio
e la scena senza sipari, senza veli, senza freni..:offrendo un’anima,
animando cioè, prima di tutto la stessa idea di teatro.
E’ già questo, di per se stesso, un incipit teatrale interessante.
Ecco perchè parliamo di innovazione teatrale.
Sono collaboratori della Compagnia
Corrado Bertoni, (regista) Jacopo Bonora (musicista), Luigi Mosso (musicista), Sandra Pagliarani (scenografa), Martina Pizziconi (attrice).
GLI SPETTACOLI DELLA COMPAGNIA